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August 14 Numeri di maglia e Trofeo SpagnoloTrofeo Spagnolo: Genoa-Az Alkmaar 3-1
Assegnati i nuovi numeri di maglia
Portieri: 73 Scarpi, 83 Rubinho, 90 Lamantia
July 05 13 agosto: arriva l'AZ AlkmaarTrofeo Spagnolo: il 13 agosto contro l'AZ Alkmaar
Un nome di prestigio, per giunta internazionale, per il Trofeo Spagnolo.
La squadra che contenderà al Genoa la tredicesima edizione del torneo sarà infatti l’AZ (Alkmaar Zaanstreek). Tra varie opzioni, dunque, la scelta è caduta sul club olandese allenato da Louis van Gaal, avvezzo al palcoscenico europeo (nella sua storia una finale Uefa). In campo nazionale, un titolo vinto e tre coppe d’Olanda. In passato al Troefo Spagnolo avevano preso parte altri team stranieri, ma la consuetudine era andata perdendosi con il passare degli anni. Nel 1995 il Nottingham Forest, nel 1996 lo Sporting Lisbona, nel 2001 il Werder Brema. Mai una squadra estera, però, è riuscita a iscrivere il proprio nome - almeno sinora - nell’albo d’oro dello ‘Spagnolo’.
La partita verrà giocata allo Stadio Luigi Ferraris, Genova, il 13 agosto con inizio alle ore 21.
Genoacfc.it
Palladino: "Orgoglioso di essere qui"
Dagli Amici di Mugnano, la prima società, alla nazionale maggiore. Quella che Raffaele Palladino vuole riconquistare grazie alla classe e ai gol d’autore.
Nei piedi, del resto, ha la precisione di un giocatore di biliardo e nel cervello le geometrie che possono far quadrare i conti. In attesa di dare la prima intervista ‘genovese’ (“Per rispetto preferisco non fare figli e figliastri, presentarmi a tutti e parlare in una conferenza stampa collettiva. Grazie, comunque, per le richieste”) affida al sito ufficiale le prime impressioni. Da neogenoano: “Sono felice e orgoglioso di venire al Genoa. Una società ambiziosa e ricca di prestigio. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente Preziosi, Fabrizio (Preziosi jr, ndr) e Gasperini che mi hanno fortissimamente voluto e me lo hanno dimostrato con tanta stima e fiducia. Voglio, con tutto il cuore, ripagare la società. Il mio obiettivo è di fare bene con il Genoa e tornare in nazionale. L’anno scorso ho giocato a Marassi da avversario, ho avuto modo di apprezzare il calore dei genoani. Un sostegno incredibile, una gradinata emozionante. Ai tifosi va il mio affettuoso saluto, ma presto avremo modo di conoscerci”.
Genoacfc.it
Mesto passa al Genoa
Il Genoa Cfc ha completato l’iter procedurale per l’acquisto, in regime di compartecipazione, dell’esterno destro Giandomenico Mesto. Contestualmente alla trattativa con la Reggina Calcio, la società ha raggiunto un accordo, su base pluriennale, per il contratto del calciatore. Mesto si è già sottoposto, con esito soddisfacente, alle visite mediche.
Nato a Monopoli il 25 maggio 1982, Mesto esordisce a 17 anni, in serie B, tra le fila della Reggina. Dopo esperienze a Cremona e Fermo, torna in amaranto per una stagione da protagonista, tanto da guadagnarsi la nazionale maggiore (3 presenze). La carriera azzurra lo vede campione europeo con l’Under 21 nel 2004. Colleziona una medaglia di bronzo ai Giochi di Atene e viene nominato cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Lunga la trafila nelle nazionali giovanili a partire dall’Under 15. Nell’ultima stagione, Mesto ha vestito la maglia dell’Udinese (28 presenze e 3 reti). June 23 Spagna-Italia 4-2 dcrSPAGNA - ITALIA 4-2 dcr
A Vienna Azzurri e Furie Rosse si giocano l’accesso alla semifinale contro la sorprendente Russia di Guus Hiddink. Lo splendido impianto dell’Ernst Happel accoglie due squadre ambiziose che puntano ad arrivare fino in fondo. Donadoni è costretto a far fronte alle squalifiche di Pirlo e Gattuso scegliendo di puntare su Aquilani e Ambrosini. In attacco c’è Antonio Cassano, libero di svariare dietro all’unica punta Luca Toni. Aragonés ripropone la formazione tipo tenuta a riposo contro la Grecia, con Iniesta e Marcos Senna preferiti ancora a Cesc Fábregas e Xabi Alonso. Arbitra il tedesco Fandel.
Le prime fasi sono di studio. L’Italia tiene bene il campo ma lascia l’iniziativa alla Spagna, che mantiene il possesso di palla senza accelerare troppo i ritmi. Una punizione dalla tre quarti di De Rossi e un tiro deviato di David Silva non costituiscono un vero banco di prova per i due portieri. Cassano entra subito in partita e il centrocampo azzurro, per l’occasione in completo bianco, mantiene bene le distanze tra i reparti. Al 15’ Ambrosini è chiamato per due volte a chiudere in area di rigore; interviene pulito su Fernando Torres ma Fandel lo grazia quando aggancia la caviglia di David Villa. Sballate le conclusioni dalla distanza del “Niño” e del “Guaje”, all’anagrafe Torres e Villa, che provano a sorprendere Buffon dalla lunga distanza. Ambrosini si rende pericoloso sulla fascia sinistra: al 19’ un suo cross permette a Perrotta di colpire di testa, ma Casillas abbranca senza problemi. Un fallo di De Rossi su Villa permette all’attaccante del Valencia di portarsi alla battuta dalla lunetta: Buffon è attento e si distende a terra, neutralizzando la conclusione, bene angolata sul suo palo.
Cassano e Toni lottano su tutti i palloni ma la difesa iberica è attenta e non concede nulla. Ambrosini si aggiunge a Iniesta nell’elenco degli ammoniti, mentre il vivace David Silva prova a sorprendere Buffon con un sinistro radente da fuori area, parato a terra. La Spagna controlla il gioco e continua a spingere con i centrocampisti che ci provano un po’ da tutte le posizioni. Al 36’ break azzurro con Cassano che s’invola sulla sinistra e crossa al centro per Toni, che incorna addosso a Marchena da ottima posizione. Un minuto dopo Torres si beve Zambrotta con una finta e prova il destro, respinto dalla difesa azzurra; raccoglie Silva che prova ancora il sinistro basso, fuori di un niente. Al 41’ altro episodio dubbio quando Grosso prende in pieno il piede di Silva proprio al vertice dell’area; la panchina spagnola protesta per la decisione di Fandel che lascia correre. Nel finale di tempo ci prova anche Iniesta, con un tiro impreciso dopo un pregevole triangolo con Villa. Le trame lente ma elaborate delle Furie Rosse irretiscono i nostri, sempre attenti ma in difficoltà nelle frequenti situazioni di uno contro uno.
La ripresa si apre senza cambi. Silva ha un’occasione da gol dopo pochi minuti quando un fortuito rimpallo su De Rossi gli permette di controllare in piena area: Chiellini è bravo a chiudere in scivolata. Toni si fa pescare in fuorigioco su un bel traversone di Grosso mentre Cassano inizia a commettere qualche errore maldestro. Al 55’ Torres scarta Panucci sulla sinistra ma non supera l’opposizione attenta di Chiellini, bravo anche in seguito su cross di Capdevila. Buffon respinge di pugno un angolo di Xavi, Silva non inquadra lo specchio. Al 58’ Donadoni avvicenda l’operoso Perrotta con Camoranesi; Aragonés risponde con due cambi, Santi Cazorla per Iniesta e Cesc Fábregas per Xavi Hernández. Al 61’ mischia furibonda e occasione d’oro per l’Italia: tocco morbido di De Rossi, sponda di Camoranesi, campanile di Toni che anticipa Casillas e fa da torre per Camoranesi: il riflesso del portiere del Real Madrid è decisivo per respingere di piede il destro a botta sicura dell’italo-argentino. Il destro al volo di Aquilani e il colpo di testa di Toni su cross di Zambrotta non trovano lo specchio della porta ma evidenziano il buon momento degli azzurri, cresciuti nella fase centrale del secondo tempo.
Una punizione di Villa viene deviata in corner dalla barriera; un suo scivolone in area viene punito con l’ammonizione per simulazione da Fandel; quindi è Sergio Ramos a provarci dalla distanza e in acrobazia senza molta fortuna. Donadoni sostituisce Cassano con Totò Di Natale: più che sufficiente la prova del barese. La Spagna prende coraggio e Fernando Torres permette ai suoi di alzare il baricentro. Buffon è chiamato alla respinta sulla punizione insidiosa di Marcos Senna, quindi si fa sorprendere da un suo destro basso e violento dai venticinque metri all’81’. La palla sfugge all’estremo azzurro che la recupera con la complicità del palo. Poco dopo Toni tenta l’acrobazia togliendo a Grosso l’opportunità di battere a rete su cross di Di Natale. Aragonés si gioca l’ultimo cambio, buttando nella mischia Dani Güiza per Fernando Torres: il nuovo entrato controlla subito con le mani vanificando un bel cross di Villa. Proprio in chiusura di tempo Zambrotta rinviene bene su Villa, lasciato libero di agganciare in area di rigore. Si va ai supplementari.
Al 93’ le Furie Rosse gridano al gol. Villa crossa al bacio per Güiza che fa da torre per il destro di Fábregas; sulla ribattuta è ancora Silva a provarci con un sinistro potente che sfiora la base del palo. L’Italia risponde prima con Toni, anticipato da Marchena su cross millimetrico di Grosso, e poi con Di Natale che di testa chiama Casillas alla deviazione decisiva su azione d’angolo. Altro corner, altra occasione: Luca Toni si avvita ma il pallone scavalca l’incrocio dei pali. La Spagna è ancora pericolosa quando Cesc Fábregas non riesce a calciare su invito da terra di Dani Güiza, che ci riprova cinque minuti più tardi senza centrare la porta. Il secondo tempo supplementare si apre con l’ultimo cambio di Donadoni: entra Del Piero per Aquilani. Al 110’ Villa si ritrova sul destro un gran pallone filtrante di Silva ma Buffon chiude tutto in uscita. Successivamente è Chiellini a chiudere ancora su Cazorla. Le ultime battute sono combattutissime: gli azzurri ci provano senza fortuna proprio con Del Piero e Di Natale dalla distanza. Un destro a giro di Dani Güiza non trova la porta. Al 120’ Santi Cazorla lasciato libero sulla sinistra fallisce l’ultima conclusione di un’autentica partita a scacchi. Si va ai rigori.
Il primo a portarsi sul dischetto è Villa: gol, spiazzato Buffon. Freddissimo anche Grosso che infila Casillas spalancando il piatto. Per la Spagna segna anche Cazorla che spiazza Buffon. Tocca a De Rossi: il suo destro è angolato ma Casillas para in tuffo. Per la Spagna va a segno anche Marcos Senna, con un piatto destro centrale. Camoranesi insacca calciando alla perfezione. Dani Güiza si fa ipnotizzare da Buffon. Di Natale non ne approfitta, Casillas è un gatto e para ancora distendendosi sulla propria sinistra. Il match point capita sui piedi di Cesc Fábregas che davanti alla curva spagnola non può fallire.
Buffon è spiazzato ancora e per gli azzurri l’avventura è finita. I rigori sono ancora fatali agli azzurri.
SPAGNA (4-4-2): Casillas 8,5 – Sergio Ramos 7 – Marchena 7 – Puyol 7 – Capdevila 6 – Iniesta 6 (59’ Santi Cazorla 5,5) – Marcos Senna 7,5 – Xavi Hernández 6 (60’ Cesc Fábregas 6) – Silva 6,5 – Villa 6,5 – Fernando Torres 6,5 (85’ Dani Güiza 5,5). All. Luis Aragonés 7
ITALIA (4-4-1-1): Buffon 7,5 – Zambrotta 6,5 – Panucci 6,5 – Chiellini 7,5 – Grosso 6,5 – De Rossi 5,5 – Ambrosini 5,5 – Perrotta 6 (58’ Camoranesi 6,5) – Aquilani 5,5 (108’ Del Piero sv) – Cassano 6 (74’ Di Natale 5,5) – Toni 5,5. All. Roberto Donadoni 6
Arbitro: Herbert Fandel (Germania) 5,5
Ammoniti: Iniesta, Ambrosini, David Villa, Santi Cazorla
Francia-Italia 0-2FRANCIA - ITALIA 0-2
25' Pirlo (rig), 62' De Rossi
17 giugno 2008 – A volte i miracoli riescono. A volte non sono così lontani come sembrano. A volte un piccolo sentiero può trasformarsi in autostrada.
La Nazionale azzurra batte i vice-campioni del mondo francesi per 2 a 0, gol di Pirlo su rigore al 25’ e raddoppio di De Rossi al 62’ su punizione deviata in porta da Henry, deviazione influente perché spiazza Coupet. Sarà Italia – Spagna domenica prossima a Vienna. Per come si era messa, tutto ciò è oro colato.
Italia col 4-3-1-2, fuori Camoranesi e Del Piero, dentro Perrotta e Cassano. Francia costretta a rinunciare a Thuram e Vieira, infortunati.
Grande avvio degli Azzurri. Al 4’ Toni inizia la sua sfida personale col gol, sbagliando il bersaglio da ottima posizione. Francia costretta a rinunciare a Ribery, infortunatosi in un contrasto con Zambrotta. L’ala del Bayern Monaco poggia male la caviglia ed è costretto ad uscire, entra Nasri, minuto 9. L’Italia col piglio giusto: Panucci sfiora il gol su incornata da calcio d’angolo al minuto 10, salva Makelele sulla linea a Coupet battuto. Benzema risponde al 15’, ma il suo tiro è strozzato e non dà alcuna preoccupazione a Gigi Buffon. Al 22’, Pirlo per Perrotta che manca l’aggancio decisivo dal limite dell’area, buona occasione. Al 24’, la svolta: Toni, liberato da solo davanti a Coupet, viene steso da dietro da Abidal, in area di rigore. Penalty ed espulsione del difensore francese del Barcellona. Batte Andrea Pirlo, palla a mezza altezza alla destra di Coupet, spiazzato e battuto. Italia in vantaggio al 25’ e Francia in dieci. Domenech rivede subito la squadra, sostituendo il neo-entrato Nasri con l’ex juventino Boumsong. Ma ora c’è solo Italia. Dal 28’ al 34’ quattro grandi occasioni per il raddoppio azzurro: al 28’ Perrotta, palla indietro per De Rossi che prova il tiro dal limite, tiro alto da ottima posizione. Al 29’, Toni si avvita su un assist di Cassano proveniente dalla destra, palla fuori di pochissimo, gran gesto del centravanti capocannoniere della Bundesliga. Al 30’ grande azione Cassano – Pirlo, palla per Toni che non aggancia di sinistro da invitante posizione. Un minuto dopo, ancora un’occasionissima per l’Italia: azione Grosso – Perrotta, ancora Toni manca l’appuntamento col gol. Sfortunato e impreciso Luca Toni, oggi. L’Italia rifiata per un quarto d’ora, ma in finale di tempo costruisce l’ennesima occasionissima per il raddoppio: palo di Grosso su punizione dai 28 metri, palla che rimbalza sui piedi di Perrotta che viene fermato, con metodi non da educanda, da un difensore francese. Il romanista rimane a terra infortunato ma la squadra di Domenech continua a giocare e Pirlo interviene fallosamente su Benzema, lanciato sulla trequarti azzurra. Ammonizione e squalifica per la prossima, eventuale partita. Finisce la prima frazione, strameritato vantaggio per l’Italia, striminzito nella misura. Francia costretta all’inferiorità numerica.
Avvio di ripresa, Cassano si muove molto, guadagna molti falli e procura diverse ammonizioni. Giallo a Govou per un fallo sul barese al 47’. Al 50’, Benzema ha l’occasione di riportare i suoi sul giusto binario, ma il pallone vola alto su rinvio sporco di Zambrotta. Al 54’ pesantemente ammonito anche Gattuso per un fallo su Makelele (migliore dei suoi), salterà anche lui l’eventuale quarto di finale. Al 55’ un boato dagli spalti, settore azzurro: l’Olanda (in formazione ricca di riserve) passa in vantaggio, gol di Huntelaar, gioiello dell’Ajax. Il cielo ora è più sereno, gli spettri rumeni lentamente evaporano come avessero visto le prime luci dell’alba. Pirlo lascia il campo ad Ambrosini, Cassano prova l’assist per Toni, lungo di pochissimo. Al 62’ punizione per l’Italia da 35-40 metri. Sulla palla Daniele De Rossi. Prova il tiro in porta, palla che tocca Henry in barriera, deviazione che spiazza Coupet e palla in rete, raddoppio azzurro! L’Italia controlla la partita col doppio vantaggio, deve solo attendere buone notizie dallo stadio di Berna. Fatica la Francia in dieci, ma ci mette comunque l’anima per raddrizzare una partita incanalatasi sui binari sbagliati. Al 74’ ancora Benzema, stella del Lione, costringe Gigi Buffon a sfoderare tutta la sua classe per deviare – con la punta delle dita – uno straordinario tiro a girare, scagliato dal limite dell’area. Per la Francia non ce n’è più, i centrocampisti azzurri – De Rossi assoluto dominatore su tutti – controllano agevolmente la palla a metà campo e, anzi, sprecano molto con l’ultimo passaggio. A tre minuti dalla fine giunge la tanto sperata notizia da Berna: l’Olanda raddoppia con Van Persie, Romania eliminata e Italia che raggiunge la squadra di Van Basten ai quarti di finale. Finisce 2-0 per gli Azzurri, vittoria insperata ma ottenuta col cuore e con una prestazione umile ma tecnicamente a grandi livelli. Resta solo il rammarico per aver sprecato tante occasioni, specie con Toni sottoporta. La Francia ritorna amaramente a casa, Domenech non ha saputo trovare le giuste soluzioni per ripetere lo straordinario percorso di Germania 2008. Si sente molto la mancanza di Zidane, ma, si sa, certi campioni nascono una volta ogni 30-40 anni. Ai francesi rimane solo la speranza di un buon gruppo da valorizzare, con delle individualità di spicco (vedi Nasri e Benzema) che potranno regalare future soddisfazioni ai transalpini.
Ma pensiamo agli Azzurri e alla Spagna che ci attende domenica prossima a Vienna. Brutto cliente, ma il cuore azzurro non ha mai fine.
FRANCIA: 4-4-2: Coupet - Clerc, Gallas, Abidal, Evra – Govou (65’ Anelka), Toulalan, Makelele, Ribéry (9’ Nasri, 26’ Boumsong) - Benzema, Henry. CT. Domenech
ITALIA: 4-3-1-2: Buffon - Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso – Gattuso (82’ Aquilani), De Rossi, Pirlo (55’ Ambrosini) - Perrotta (64’ Camoranesi) - Cassano, Toni. CT. Donadoni
Arbitro: Luboš Michĕl (SVK)
Ammoniti: Evra, Pirlo, Chiellini, Govou, Gattuso, Boumsong, Henry Espulsi: 24’ Abidal Recuperi: 3’ e 3’ June 16 Ecco la nuova serie ADopo la conquista della Serie A da parte del Lecce, la griglia di partenza della prossima serie A è completa:
LA NUOVA SERIE A 2008-2009 Atalanta Bologna Cagliari Catania Chievo Fiorentina Genoa Inter Juventus Lazio Lecce Milan Napoli Palermo Reggina Roma Sampdoria Siena Torino Udinese June 15 Italia-Romania 1-1ITALIA - ROMANIA 1-1
54' Mutu (R); 56' Panucci (I)
Siamo ancora vivi, ma la sopravvivenza agli Europei adesso è appesa a un filo. Il pareggio con la Romania costringe l'Italia a battere la Francia all'ultima giornata del gruppo C per ottenere la tanto sospirata qualificazione ai quarti di finale. E potrebbe non bastare. Contro Mutu e compagni l'Italia fa un passo avanti sul piano del gioco, ma non riesce a trovare il colpo risolutore. E alla fine è andata anche bene, perché se Mutu avesse realizzato il rigore a dieci minuti dalla fine, gli azzurri avrebbero già dovuto fare le valigie. Donadoni cambia cinque undicesimi e propone un modulo molto simile a quello che tanto portò fortuna a Lippi ai Mondiali. Del Piero, scelto come spalla di Toni e investito della fascia da capitano, è una delle tante novità annunciate assieme a Grosso, De Rossi, Perrotta e Chiellini. Piturca risponde con uno schieramento leggermente più prudente rispetto a quello che ha fermato la Francia, con il regista del Siena Codrea al posto di Nicolita. L'unica punta è Niculae, con Mutu a supporto. L'Italia parte col piglio giusto e dopo 9 minuti sfiora il bersaglio con un colpo di testa sul primo palo di Del Piero, sul cross di Perrotta. La risposta della Romania non si fa attendere, al quarto d'ora Mutu scatta sul filo del fuorigioco ma trova un grande Buffon sul suo diagonale. Il portierone azzurro si ripete un paio di minuti più tardi sulla punizione da trenta metri molto forte e angolata di Tamas. I romeni prendono coraggio e confermano tutta la loro pericolosità dalla distanza al 20', quando Chivu coglie in pieno il palo sempre su un altro calcio piazzato velenoso, deviato dalla schiena di Panucci. Dura solo 23 minuti la partita dello sfortunato Radoi, costretto a lasciare il campo in barella dopo uno scontro violento col compagno Rat. Piturca decide di osare e al suo posto manda in campo Dica, centrocampista con doti più offensive. L'Italia soffre e prima della mezzora rischia ancora sul bolide da fuori di Rat.
I ritmi si mantengono elevati, sul finale del primo tempo tornano a premere gli azzurri che prima con Perrotta, anticipato da Codrea al momento della deviazione ravvicinata sulla sponda di Toni, e poi con lo stesso bomber bavarese (bravo Lobont a opporsi al suo colpo di testa ben angolato sul primo palo) vanno due volte vicini alla segnatura a cavallo del 40'. Dopo tanti tentativi andati a vuoto, Toni trova finalmente il bersaglio pochi istanti prima del riposo, ma il suo gol viene annullato per un fuorigioco (inesistente) sul cross di Zambrotta. Un (altro?) errore arbitrale a danno dell'Italia che rischia di essere pagato a caro prezzo 55', quando sempre Zambrotta commette un'imperdonabile leggerezza su un colpo di testa arretrato che si trasforma in un comodo assist per Mutu, che anticipa Buffon e porta in vantaggio la Romania. Ma la reazione azzurra è veemente e dopo un solo minuto Panucci ristabilisce la parità deviando da zero metri sulla torre di Chiellini. Donadoni rischia il tutto per tutto e inserisce Cassano al posto di Perrotta. La contromossa di Piturca si chiama Nicolita. Con le due squadre più sbilanciate, aumentano gli spazi e la partita rimane molto aperta. Lobont si supera al 75' sul colpo di testa in tuffo di De Rossi. Nel momento di massima pressione dell'Italia, Ovrebo assegna al minuto 80 un rigore molto discutibile alla Romania per una trattenuta di Panucci su Niculae. Mutu ha la palla per buttare fuori i campioni del mondo da Euro 2008 ma uno strepitoso Buffon neutralizza il penalty con una parata di mano-piede. Gli azzurri si riversano in attacco, ma l'assalto finale è improduttivo. Ovrebo non utilizza lo stesso metro qualche minuto più tardi su una trattenuta di Goian su Toni. La Romania può dunque festeggiare per aver fermato in quattro giorni prima i vice campioni e poi i campioni del mondo. La qualificazione per la nazionale di Piturca si fa più vicina. Per noi invece è ancora più lontana. Eurosport
ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Pirlo, De Rossi, Perrotta (58’ Cassano); Camoranesi (85’ Ambrosini); Toni, Del Piero (77’ Quagliarella). All.: Donadoni ARBITRO: Ovrebo (Norvegia).
June 10 Olanda-Italia 3-0OLANDA - ITALIA 3-0
25' Van Nistelrooy, 30' Sneijder, 79' Van Bronckhorst
VS ![]() Donadoni preferisce in extremis Ambrosini a De Rossi e schera Panucci sulla sinistra, mantenendo Zambrotta a sinistra. Come preventivabile la coppia di centrali è formata da Barzagli e Materazzi. Nell’Olanda Van Basten schiera 4 difensori molto bloccati, dando spazio alla fantasia dei tre trequartisti dietro van Nistelrooy, con Sneijder leggermente più avanzato.
Parte bene l’Italia, che già al 2’ si rende pericolosa con Di Natale, bravo ad andar via sulla destra ed a mettere dentro un cross su cui Toni non arriva di poco. Gli rispondono gli “Orange” con Sneijder su punizione e con van der Vaart da lontano, senza impensierire Buffon. La gara è veloce e spettacolare, ed al 12’ l’Italia ha un’altra occasione per passare. Su cross di Gattuso, Toni non vede il liberissimo Di Natale e cerca la porta di testa, senza però riuscire ad inquadrarla. Occasione ancor più grossa ce l’ha van Nistelrooy, che al 17’ si presenta a tu per tu con Buffon, lo dribbla ma si allarga troppo e non trova la porta. Al 23’ poi è Materazzi a togliere letteralmente la palla dalla sua testa a centro area.
Il gol è nell’aria e puntualmente arriva al 25’. E’ una rete meritata ma che sa di beffa per come è arrivata. Su palla inattiva Buffon smanaccia male mentre Panucci rimane infortunato a terra oltre la linea di fondo. Sul tiro cross di van Bronckhorst, van Nistelrooy sarebbe in netto fuorigioco sul tap in, ma lo tiene in gioco proprio Panucci a terra. L’Italia reagisce e chiama Van Bronkhorst al salvataggio sulla linea, ma sul rovesciamento di fronte, in contropiede, l’Olanda raddoppia. Sneijder è infatti bravissimo ad approfittare dello spazio concessogli ed a girare alle spalle di Buffon la torre perfetta fornitgli da Kuyt. Di Natale prova invano a chiudere dopo aver rincorso l’avversario dall’area avversaria.
La mazzata è pesante, gli azzurri subiscono la velocità degli olandesi soprattutto a centrocampo. Prova Di Natale al volo su cross di Camoranesi al 32’, ma van der Saar gli nega ancora il gol. La difesa azzurra però balla parecchio, e ci vuole il miglior Buffon a negare il terzo gol ancora a van Nistelrooy, presentatogli davanti grazie al grande suggerimento di van Bronckhorst. Allo scadere della frazione è ancora Di Natale, l’unico a creare qualche pericolo, a calciare di poco alto dal limite. Termina quindi sul 2-0 per l’Olanda un primo tempo che gli azzurri avevano iniziato bene, ma che ha visto poi prendere nettamente il sopravvento agli olandesi.
Nella ripresa Donadoni inserisce Grosso per Materazzi, spostando Panucci al centro. Ci prova Zambrotta con una bella azione personale, poi Toni con una girata debole, mentre l’Olanda fa più fatica a ripartire ed a gestire la palla. Donadoni, a mezz’ora dalla fine, tenta anche la carta Del Piero al posto di un Di Natale che era un po’ sparito dal campo nella ripresa, ed il numero 7 impegna subito van der Saar dal limite dell’area, poi sfiora la traversa dal vertice dell’area grande.
Ad un quarto d’ora dalla fine entra anche Cassano, che mette subito Toni davanti a van der Saar, ma il centravanti azzurro proprio no è in serata, e divora l’occasione calciando alle stelle. Due minuti dopo Grosso salta l’avversario e calcia in porta, ma ancora il portiere olandese chiude lo specchio. Gli azzurri sfruttano il netto calo fisico degli avversari, ma van der Saar è straordinario sulla punizione di Pirlo, così è quasi scontato che al 79’, al primo contropiede, Van Bronckhorst mette dentro di testa il gol del 3-0. Gli olandesi potrebbero anche arrotondare ancora, quando l’appena entrato Afellay scheggia la traversa con un destro da posizione defilata. Sarebbe stato troppo per una Italia che comunque ha molto da interrogarsi al termine di questa gara persa sia sul piano tattico che su quello tecnico.
Meritata vittoria quindi dell’Olanda, ed Italia che si trova inopinatamente all’ultimo posto del girone. La gara è stata indubbiamente persa in mezzo al campo, e forse Donadoni avrebbe potuto effettuare delle scelte diverse. De Rossi in panchina tutta la gara, insieme ad un Grosso che la ripresa ha dimostrato essere in gran forma, forse avrebbero potuto dare un contributo migliore se impiegati dall’inizio. Per gran parte della gara si è vista solo la ricerca della testa di Toni, stretto nella morsa della retroguardia olandese. Male anche la difesa, soprattutto nel primo tempo. Ora c’è da vincere entrambe le gare rimanenti, e non sarà facile, sia per il valore degli avversari che per il morale totalmente da ricostruire.
Goal.com
ITALIA (4-3-3): Buffon 7; Panucci 6, Materazzi 5 (53’ Grosso 7), Barzagli 5, Zambrotta 6; Pirlo 6,5, Gattuso 5,5, Ambrosini 6; Camoranesi 5,5 (74’ Cassano sv), Di Natale 6,5 (63’ Del Piero 6,5), Toni 5. All. Donadoni 5.
OLANDA (4-2-3-1): van der Sar 6,5; Ooijer 6, Boulahrouz 6 (76’ Heitinga sv), Mathijsen 6, van Bronckhorst 7,5; Engelaar 6,5, de Jong 6,5; van der Vaart 7, Sneijder 7,5, Kuyt 6 (81’ Afellay sv ); van Nistelrooy 7 (70’ Van Persie 6). All Van Basten 6,5.
May 29 Modesto al GenoaModesto al Genoa, ora è ufficiale
Il presidente Enrico Preziosi ha raggiunto l’accordo con il collega Lillo Foti nell’ordine di idee di 4,5-5 milioni di euro che il club ligure verserà in contanti. Foti non avrebbe infatti accettato contropartite tecniche (si era parlato di una cessione in comproprietà di Fabiano o Danilo).
«Modesto è stato ceduto al Genoa a titolo definitivo» è stata la conferma ufficiale affidata dal presidente reggino all’agenzia di stampa ApCom. Per quanto riguarda il giocatore, la firma sul contratto verrà apposta la prossima settimana al ritorno di Ciccio Modesto da una vacanza a Parigi. Ieri a Milano non era presente neppure il manager del giocatore, Beppe Bozzo, impegnato a Madrid per la soluzione del caso Cassano. Nonostante tutto il procuratore ha trovato il tempo per sistemare anche la pratica Modesto.
Il Grifone farà firmare al giocatore un contratto fino al 2012 (identica scadenza che aveva con la Reggina) «con un ritocco importante dell’ingaggio». Di cifre nessuno parla. Lo staff del presidente Preziosi in queste ore è concentrato a lavorare per potenziare la squadra da regalare a Gasperini e preferisce lasciare le parole agli altri, occupandosi di fatti. Al proposito resta in stand-by la trattativa con il Siena per Daniele Portanova.
May 28 Promossi e bocciati 2007/2008Promossi e bocciati 2007/2008
Gasperini: Il tecnico piemontese, all’esordio come allenatore in Serie A, non si è fatto spaventare dal grande salto e ha mantenuto intatto il suo credo calcistico, sfoggiando in quasi tutte le occasioni il suo 3-4-3 che molti, alla vigilia, vedevano come un azzardo. In realtà il Genoa ha giocato spesso un ottimo calcio, molto armonico nel suo sviluppo, raramente sbilanciato in avanti. Con un centravanti del calibro di Borriello, sarebbe stato interessante vedere all’opera degli esterni d’attacco dal gol facile: chissà che la stagione del Genoa non avrebbe potuto essere ancora migliore…Voto 8
Papa Waigo: Curioso pensare che, in estate, si parlava molto più di lui che di Borriello: come spesso succede, il campo ha smentito le previsioni…Giunto dal Cesena a fronte di un notevole investimento economico, avrebbe dovuto vivere la sua definitiva consacrazione con la casacca rossoblu, ma non è mai riuscito ad entrare negli schemi di Gasperini. Ceduto a gennaio alla Fiorentina, ha vissuto i suoi momenti migliori in terra toscana, pur senza “esplodere” completamente. Voto 5
Konko: Cavallo di ritorno, “fuggito” dal Genoa a inizio decennio nel momento più nero dei rossoblu, è tornato in un momento molto più propizio per il club ligure, mettendo a servizio della squadra delle qualità che lo stanno rendendo uomo-mercato di prima grandezza: duttilità tattica, grandi risorse atletiche, intelligenza e buonissima tecnica; non gli manca una notevole abilità nei tagli offensivi. Un giocatore completo, insomma, pronto al grande salto. Voto 7,5
Criscito: Tornato a gennaio tra la soddisfazione generale di pubblico e società, ha mostrato grandi potenzialità, pur mancando in certe occasioni a causa della scarsa esperienza ad alti livelli: ma è appena alla seconda stagione da professionista – la prima in Serie A – e certe lacune possono essere facilmente perdonate. Rispetto alla sfavillante stagione precedente, comunque, un passo indietro. Voto 6
Borriello: Giunto in estate senza particolari entusiasmi, ha fatto tesoro della fiducia accordatagli da tecnico e società smentendo da subito gli scettici con prestazioni straordinarie. Esplosivo, tenace, dotato di buona tecnica e grande fiuto del gol, si è inserito a meraviglia negli schemi di Gasperini, diventando il simbolo dell’ottima stagione genoana. La testa della classifica marcatori gli è sfuggita per un soffio, ma ha comunque centrato la convocazione in Nazionale per l’Europeo, traguardo che premia anche la società che lo ha valorizzato. Voto 9
Di Vaio: L’attaccante romano ha ammesso, molto onestamente, che quella appena finita è stata la sua peggior stagione: pochi i gol segnati, molte difficoltà e un impatto generalmente poco positivo col campionato. Giunto a Genova nel gennaio 2007, aveva firmato nove reti in Serie B, dando un contributo importante alla causa. In Serie A non si è confermato, e ora sono in molti a paventare una sua possibile partenza (già a gennaio era stato vicino a firmare per il Bologna). Voto 5,5
Marco Martini - Goal.com May 20 Borriello agli Europei!!
I CONVOCATI DA DONADONI: Portieri: Buffon, Amelia, De Sanctis
May 19 Atalanta-Genoa 2-0ATALANTA - GENOA 2-0
31' Floccari, 93' Marconi
Si infila per primo nel tunnel degli spogliatoi non appena l’arbitro Tommasi fischia la fine della contesa persa con l’Atalanta. Marco Borriello resta fermo a quota 19 gol. Tanti, tantissimi se si pensa alle premesse estive, quando arrivò all’ombra della Lanterna accompagnato da tanto scetticismo e mugugni. Purtroppo, però, gli oltre 450 minuti di astinenza gli fanno dire addio alla classifica cannonieri e anche alla possibilità di diventare il cannoniere di tutti i tempi nella serie A genoana a girone unico. I venti centri di Guglielmo Trevisan restano un miraggio. Peccato, ma nessun dramma. La stagione è entusiasmante anche per SuperMarco che l’antidoping costringe ad una sosta ulteriore all’interno nello stadio, ma che risulta utile per digerire la delusione. È mancata l’occasione per festeggiare anche nell’ultima tappa del torneo e cancellare in qualche modo l’amarezza per la quarta sconfitta consecutiva. IL PAREGGIO del Palermo a Siena, però rende meno amaro l’epilogo anche dal punto di vista economico. Il Genoa aggancia la decima posizione assoluta, utile per incassare una buona parte di premio nel caso l’accordo in Lega abbia il parere positivo. E alla fine anche la pioggerellina che cade sui protagonisti non è fastidiosa e chiude una giornata dove il cielo non prometteva nulla di buono fin dalle prime luci del mattino. Il prato dello stadio Azzurri d’Italia presto si allaga quando le due squadre scendono in campo la situazione non è certo ottimale. Bovo è costretto ad arrendersi già in fase di riscaldamento(malore negli spogliatoi) e Gasperini si ritrova a dover cambiare in corsa la difesa. Fuori Bovo dentro De Rosa, con Lucarelli che passa a destra e Santos a sinistra. Una mini rivoluzione, insomma, e la squadra fatica a entrare in partita. Le prime giocate sono al cardiopalma, anche se le difficoltà maggiori sono per l’attacco genoano e Borriello in particolare. Nella risaia bergamasca lo scugnizzo lotta, combatte, fa la guerra con Capelli e Pellegrino che si alternano nella marcatura, ma senza riuscire a trovare mai il guizzo giusto. A dire il vero la potenza fisica del bomber non manca e pure con pinna e boccaglio cerca in tutti i modi di sbloccarsi. Un po’ tutti e i ventidue in campo faticano a restare in piedi su un campo insidiosissimo e tra i più penalizzati c’è Leon che, basando sul suo gioco sulla velocità e sui cambi di direzioni, non riesce proprio a stare in piedi e finisce addirittura per travolgere Rivalta in una scivolata a caccia del pallone sulla fascia destra. Nonostante tutto i due centrocampo, e in particolare Milanetto e Doni, provano a dettare i tempi giusti della manovra, ma non appena il pallone lascia il pelo d’erba e si alza di qualche metro diventa una cellula impazzita e difficilissima da controllare. L’equilibrio lo sblocca una giocata in acrobazia di Floccari al 32’ su lancio di Guarente. L’attaccante nerazzurro si infila tra De Rosa e Santos sul filo del fuorigioco, addomestica in volo il pallone e scavalca Scarpi in uscita. Tutto bello, tutto troppo facile e forse la tattica del fuorigioco applicata non al meglio.
Nonostante tutto lapartita è piacevole. Atalanta e Genoa provano a chiudere con uno spettacolo degno di quel nome e anche il Grifone ha le sue occasioni. Santos di testa (34’) impegna il sempre presente Coppola e al 41’Capelli salva di testa sulla linea un colpo di testa di Lucarelli. Nell’occasione i rossoblu chiedono un rigore per atterramento di Borriello, il bassanino Tommasi invita a proseguire. Nella ripresa il canovaccio della sfida non varia. Il Genoa spinge, l’Atalanta si propone di rimessa con Floccari chiamato al sacrificio sulla corsa, mentre Cristiano Doni avanza di qualchemetro e si staglia a fare la boa d’attacco. Proprio su un suo lancio (16’) Padoin si trova davanti a Scarpi, ma Santos recupera. Il compito del Grifone si complica, però, ametà ripresa quando Danilo si fa espellere per doppio cartellino giallo e conclude in anticipo una giornata non certo da segnare sul calendario per il brasiliano. Troppi errori in fase di impostazione nella prima frazione, con problemi in fase di contenimento di Ferriera Pinto. In inferiorità numerica il Genoa fatica ulteriormente a spingere in avanti e a complicare le cose ci si mette l’infortunio a Konko che esce per un colpo al ginocchio sinistro (trauma discorsivo al ginocchio sinistro con lieve stiramento del legamento, è la prima diagnosi) in un contrasto con Padoin. Per fortuna i timori iniziali si dissipano quando il marsigliese si rialza dalla barella e torna negli spogliatoi con le sue gambe.Menomale. Il finale è convulso. Doni saluta il suo pubblico con un gioco balistico su punizione che scuote la traversa, mentre Milanetto trova il modo di protestare (insieme a Borriello) per un intervento di Manfredini su Di Vaio. I genoani chiedono il rigore. Le immagini televisive danno ragione all’arbitro. E in nove, anche i sogni di rimonta svaniscono nel pantano bergamasco. Anzi arriva il raddoppio con Marconi. Il Secolo XIX
ATALANTA: F.Coppola, Rivalta, Capelli, Pellegrino (46' Fissore), T.Manfredini, Ferreira Pinto, De Ascentis, Guarente (77' Tissone), Padoin, C.Doni (80' Marconi), Floccari. (Colombi, Belleri, Radovanovic, Muslimovic). Allenatore: Del Neri. GENOA: Scarpi, Santos, De Rosa, Lucarelli, Konko (70' Fabiano), Milanetto, Juric, Danilo, Leon (60' Di Vaio), Borriello, Wilson (70' Ghinassi). (Lanza, Ledesma, Figueroa). Allenatore: Gasperini
May 16 Domenica ore 15 l'ultima di campionato: Atalanta-GenoaATALANTA - GENOA
Domenica 18 maggio ore 15.00 Stadio ''Atleti Azzurri d'Italia'' Campionato di Serie A Guardialinee: Bernardoni e Barbirati Quarto uomo: Gava |