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Daniele

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Genova è SOLO Rossoblù!!!

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FORZA GENOA 86

il mio blog sul Grifone
June 01

Genoa-Lecce 4-1

GENOA - LECCE 4-1
22' Jankovic (G); 32' Tiribocchi (L); 52' Criscito, 56' Milito, 67' Milito (G)

 
Grifo, è proprio qui la festa. In un Ferraris “bardato” come nelle migliori occasioni, i festeggiamenti rossoblù iniziano ben prima del fischio d’inizio del signor Tozzi. Alle 14.30 in punto la voce di Pinuccio Brenzini scalda i cuori dei 30000 di Marassi chiamando sul prato verde i protagonisti della cavalcata europea targata Osvaldo Bagnoli. La Nord applaude così i miti Torrente, Skuhravy, Braglia & c. Poi arriva il momento del match, con le formazioni che non presentano sostanziali sorprese rispetto alle previsioni. Mister Gasperini rimpiazza l’acciaccato Rubinho con il rientrante Scarpi e schiera Sokratis-Ferrari-Bocchetti in difesa, Rossi-Milanetto-Motta-Criscito a centrocampo e Sculli-Milito-Jankovic in attacco. Tra i leccesi De Canio piazza Ingrosso-Giacomazzi-Esposito-Ariatti davanti a Rosati, con Basta-Edinho-Zanchetta-Vives in mezzo e la coppia Konan-Tiribocchi davanti. L’accoglienza che il popolo del Grifone riserva ai propri beniamini è decisamente da brividi. La Nord diviene una gigantesca bandiera dell’Europa, mentre nella Sud campeggiano il rosso ed il blu. Non vogliono essere da meno i distinti, che srotolano un enorme “arrivemmo” sotto la scritta “Europa”.
 
L’incontro ha inizio sulle note del celeberrimo “E’ la stella che vogliam…” scandito da entrambe le gradinate ed il Grifo fa subito sul serio, con Criscito che va alla conclusione dal limite dopo appena 2’. Risponde subito dopo il Lecce, con una conclusione di Tiribocchi su cross di Basta che un difensore genoano ribatte a Scarpi ormai fuori causa. E proprio Scarpi deve distendersi un minuto dopo per deviare il corner una botta di Zanchetta. La partita è vera e vibrante fin da subito e l’estremo difensore rossoblù è ancora costretto al difficile intervento su Konan al 6’. Al 9’ Sokratis conquista caparbiamente un corner, Milanetto calcia dalla bandierina e Jankovic incorna di poco alto. Passano altri 60 secondi e Scarpi vola a “smanacciare” un tiro maligno di Tiribocchi. Al 13’ gran palla di Jankovic per Criscito, da quest’ultimo la sfera viaggia verso Milito sulla cui conclusione Rosati fa buona guardia. I salentini si rendono pericolosi in un altro paio di circostanze dalle parti dell’area genoana ma al 21’ è il Vecchio Balordo a passare. Sokratis va via sulla destra e centra basso per Jankovic che con un tocco millimetrico mette alle spalle di Rosati. Il Lecce incassa ma non si arrende, anche perché gioca con la forza dei nervi distesi e con tanta voglia di riscatto. Al 26’, così, una punizione di Zanchetta sibila vicino all’incrocio dei pali rossoblù ed al 31’ arriva il pari: Tiribocchi si libera al limite e fa partire un diagonale che sbatte sul palo alla sinistra di Scarpi e si insacca. Anche per il “Tir” ci sono gli applausi dello sportivissimo Ferraris. Passano due minuti ed un cross di Jankovic risulta di poco alto per la testa di Sculli, ben piazzato in area giallorossa. Al 36’ è il vivacissimo Basta a costringere Scarpi alla parata a terra. Negli ultimi 10’ della frazione c’è poi ancora spazio per un paio di tentativi di Milito, fermato in entrambe le occasioni in posizione di millimetrico fuorigioco, e per una pericolosa incursione in area genoana del solito Tiribocchi, ottimamente stoppato da Ferrari. Il primo tempo si chiude così sul 1-1 dopo 45’ giocati non a ritmi elevati ma senza dubbio piacevoli per gli spettatori del Ferraris, tra i quali spiccano i volti noti di Christian Stellini e Sabri Lamouchi, tornati a Genova per salutare gli ex-compagni.

Formazioni invariate all’inizio della ripresa, con tutto lo stadio in piedi ad applaudire il rientro in campo del Principe Milito, incoronato ufficialmente dalla Nord con un “Meglio esserci lasciati che non esserci mai incontrati. Grazie Diego”. Pronti, via e Konan prova a rendersi pericoloso con un tiro da fuori area che però si perde sul fondo. Ed al 2’ è già tempo di saluti: Gasperini chiama la prima sostituzione e la lavagnetta del quarto uomo indica che ad uscire sarà il numero 88: il caloroso applauso di Marassi saluta così Thiago Motta, tra i principali protagonisti dell’esaltante stagione del Grifo. Al posto del centrocampista brasiliano entra Anthony Vanden Borre. In campo, intanto, Diego Milito fa le “prove di gol” da un po’ tutte le posizioni, cercato con insistenza dai compagni. A timbrare il cartellino è però Criscito, che con una botta di sinistro riporta i suoi in vantaggio. Ma il Principe non vuole mancare all’appuntamento con la rete e così al 10’, ottimamente servito in area da Sculli, controlla la palla, si gira e fa secco Rosati. Genoa 3 Lecce 1, con Diego che si piazza a quota 23 nella classifica cannonieri. Al 17’, poi, Marco Rossi sciorina l’ennesima chiusura difensiva prodigiosa ed il Ferraris tributa il giusto applauso al proprio capitano. Ma la festa è appena cominciata. Al 21’ ancora Milito riceve palla sul filo del fuorigioco, entra in area ed insacca con una conclusione angolata e precisa. E fanno 24 gol per il centravanti di Bernal. Al 25’ guadagna la meritata “standing ovation” anche Sasà Bocchetti, sostituito da Mesto. Ma la partita, nonostante il ritmo cali leggermente ed il risultato sia rotondo, continua ad essere piacevole. Al 32’, ad esempio, Scarpi si oppone due volte nel giro di pochi secondi alle conclusioni di Konan e Tiribocchi. Pochi secondi dopo Mimmo Criscito, alle prese con i crampi, lascia il posto a Modesto. Al 37’ Sculli serve Mesto sulla destra, il cross di quest’ultimo giunge a Vanden Borre sul cui destro Rosati respinge in tuffo. Al 43’, mentre la Nord acclama a gran voce un po’ tutti i rossoblù in campo, Caserta scalda le mani a Scarpi, che alza in corner un botta del centrocampista leccese. Gli ultimi giri di lancetta scorrono via veloci fino a che il signor Tozzi fischia la fine dell’incontro proprio mentre lo stadio scandisce “Gasperini portaci in Europa”. I giocatori raccolgono l’applauso del popolo rossoblù e durante il giro d’onore c’è spazio per sorrisi, brividi e, perché no, qualche lacrima soprattutto al momento del saluto di Diego “El Principe” Milito, che lascia il Genoa con lo straordinario bottino di 24 reti segnate nell’arco di uno straordinario campionato. 
 
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GENOA: Scarpi; Sokratis, Ferrari, Bocchetti (25’ st. Mesto), Rossi, Motta (2’ st. Vanden Borre), Milanetto, Criscito (32’ st. Modesto); Scull, Milito, Jankovic (a disposizione: Rubinho, Signorini, Parfait, El Shaarawy), All. Gasperini
LECCE: Rosati; Vives, Ingrosso, Esposito, Ariatti; Giacomazzi, Zanchetta (15’ st. Stendardo), Edinho (19’ st. Caserta), Basta; Konan (34’ Cacia), Tiribocchi (a disposizione: Petrachi, Benvenga, Mollestam, Janvier), All. De Canio
Arbitro: Sig. Tozzi di Ostia Lido
Assistenti: Sigg. Foschetti e Riviello
Quarto Ufficiale: Sig. Stefanini
Ammoniti: Konan, Caserta
Espulsi: nessuno
Recupero: pt. 2’; st. ’.
Spettatori: 22856 abbonati e 5303 paganti.


 
May 25

Torino-Genoa 2-3

TORINO - GENOA 2-3
32' Milito (rig)(G); 40' Franceschini (T); 47' Olivera (G); 49' Bianchi (T); 89' Milito (G)

Con Torino e Genoa vanno in campo tanti scudetti ed infinite pagine di storia del calcio. La sfida dell’Olimpico, però, lascerà probabilmente poco spazio, almeno per 90’, ai ricordi. I granata hanno infatti un disperato bisogno di punti in chiave salvezza, mentre i rossoblù, conquistata la matematica certezza di disputare l’anno prossimo l’Europa League, devono difendere quel quinto posto che significa un turno preliminare in meno da disputare proprio all’inizio della futura avventura europea. Camolese schiera per l’occasione il trio Franceschini-Ogbonna-Pisano davanti a Sereni, con Colombo-Dzemaili-Barone-Rubin a centrocampo e Rosina dietro la coppia Stellone-Bianchi. Dalla parte opposta Gasperini si affida a Sokratis-Ferrari-Bocchetti a protezione di Rubinho, mentre Rossi-Juric-Motta-Criscito giostrano a centrocampo. In avanti Mesto e Olivera affiancano il Principe Milito.

Sotto un sole bollente l’inizio di gara è di marca genoana, con Juric e compagni che gestiscono bene il possesso palla e cercano l’aggiramento della difesa avversaria. Il Toro rimane invece più prudente e si fa vivo nei primi 10’ solo con una punizione alta di Rosina (7’). All'8’, poi, sui padroni di casa si abbatte una prima tegola: Stellone si fa male da solo mentre cerca di andare via in velocità a Bocchetti ed è costretto a lasciare il campo ad Abate. Gasperini inverte allora la posizione degli esterni d’attacco: Mesto si sposta a sinistra ed Olivera va dalla parte opposta. Ed al 16’ arriva la prima palla gol rossoblù. Proprio Olivera parte sulla destra e serve profondo per Milito, che proprio all’ultimo istante viene chiuso in corner da Pisano. Un minuto dopo bel tacco di Rosina per Colombo sulla destra, cross al centro di quest’ultimo e chiusura in angolo di Olivera in ripiegamento difensivo. Al 20’ Motta perde palla al limite della propria area sull’intervento di Dzemaili, la sfera arriva a Rosina il cui diagonale si perde sul fondo. Si riscatta però subito Thiago: un suo tiro da fuori area al 23’ obbliga Sereni ad un goffo ma efficace intervento di piede “alla Garella”. Al 30’ gran triangolo Milito-Olivera-Mesto, con cross di quest’ultimo su cui interviene alla disperata Franceschini prima che il Principe possa colpire sottoporta. Un minuto dopo arriva il vantaggio genoano. Rossi entra in area sulla destra e viene steso nettamente da Pisano: Saccani non ha dubbi ed indica il dischetto del rigore. Dagli undici metri Milito non perdona e porta i suoi sull’1-0. Ed ancora il bomber argentino va vicino al bis al 36’, con un diagonale di prima intenzione su assist di Olivera che costringe Sereni alla respinta difficoltosa. Il Toro accusa un po’ il colpo e si affida soprattutto a qualche iniziativa personale di Rosina. Ma al 40’ arriva il pareggio. Su un lungo traversone dalla sinistra, Ogbonna stacca più alto di tutti e serve Franceschini in mezzo all’area: l’ex-rossoblù, all’altezza dell’area piccola, insacca di destro. Parità ristabilita e padroni di casa che riprendono fiato dopo una decina di minuti di forte preoccupazione. Anche se al 44’ è Motta a mettere nuovamente i brividi ai supporter torinisti, con una sventola da oltre 25 metri che costringe Sereni a togliere la palla da sotto la traversa con un volo prodigioso. E’ questa l’ultima emozione del primo tempo: dopo 2’ di recupero Saccani manda tutti al riposo sull’1-1.


Alla ripresa del gioco il Genoa si presenta con Jankovic al posto di Sokratis. Marco Rossi scala così in difesa, con Mesto che arretra a destra sulla linea dei centrocampisti. Passano 2’ ed il Grifone si porta di nuovo in vantaggio. Olivera subisce fallo al limite dell’area granata, si incarica della battuta della punizione e replica la prodezza di sette giorni prima contro il Chievo, infilzando Sereni all’incrocio. La gioia genoana dura però meno di 120 secondi: su un lancio di Abate, Bianchi difende palla, aggira Rossi e beffa Rubinho con un preciso pallonetto. Subito dopo la rete Camolese è costretto a rinunciare a Dzemaili, che lascia il posto a Samuel. Secondo tempo che inizia dunque all’insegna delle emozioni ed al 7’ è Milito a costringere ancora Sereni alla deviazione in angolo con un insidiosissimo tiro da calcio di punizione. Arriva intanto la notizia del vantaggio del Lecce sulla Fiorentina ed i rossoblù provano allora ad attaccare con ancora maggiore convinzione. Gasperini manda in campo Sculli per Olivera e Milito, al 12’, non riesce di un soffio nella deviazione vincente a due passi da Sereni su un cross dalla sinistra. Al 16’ ci prova Jankovic, il cui esterno destro dal limite dell’area viene ribattuto in angolo da un difensore. Ma il Genoa ci crede ed il Toro soffre parecchio la sua verve. Rossi va via sulla destra “alla Cristiano Ronaldo” ed il suo cross dal fondo mette i brividi a Ogbonna e soci. Al 19’ c’è comunque un break granata, con Colombo che va via sulla fascia e centra per Bianchi, il cui tiro è bloccato da Rubinho. Al 23’ Milito vede Sculli e lo serve con un pallone morbido: la conclusione di testa di “Peppe” è bloccata da Sereni. Risponde allora Rosina, con un’azione personale conclusa con un tiro deviato in corner da “Rubi”. Il caldo si fa sentire, le squadre di allungano ed ogni azione offensiva rischia di diventare pericolosa. Succede così al 29’, allorché Jankovic riceve il lancio di Motta, controlla di destro e prova la bomba al volo di sinistro: alto. Un minuto dopo Gasperini richiama Mesto ed inserisce Milanetto. Pochi secondi e Jankovic scappa sulla destra e centra teso: Milito, in spaccata, non arriva di pochi centimetri alla deviazione vincente. Sul ribaltamento di fronte Ventola, appena subentrato a Franceschini, salta Rubinho che però smorza la conclusione dell’attaccante: Milanetto salva a porta vuota. Al 39’ Milito riceve palla in area, si gira e conclude in porta, costringendo Sereni alla parata miracolosa con il piede destro. Il gol del 3-2, ironia della sorte, arriva proprio nel momento in cui la Fiorentina pareggia a Lecce. Juric crossa teso dalla sinistra e Milito, ancora lui, insacca di testa sotto alla traversa. Proprio mentre la lavagnetta del quarto ufficiale indica 5’ di recupero, Jankovic va sul fondo e centra per Sculli, che si coordina e, di sinistro, manca il bersaglio di un nulla. Gli animi si scaldano, ad Abate saltano i nervi ed un suo intervento su Milanetto costringe il direttore di gara ad estrarre il cartellino rosso. Il Toro non ha più energie per tentare l’ultimo assalto e la partita si chiude sul 3-2 per il Grifo. I minuti immediatamente seguenti il triplice fischio di Saccani sono piuttosto concitati, anche perché il risultato negativo scatena l’amarezza di giocatori e tifosi granata. Il Genoa, da parte propria, conquista una vittoria che significa quinto posto garantito e certezza di disputare il turno preliminare di Europa Leage il 20 Agosto. Domenica, con il Lecce al Ferraris, sarà festa.

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TORINO: Sereni, Franceschini (29’ st. Ventola), Ogbonna, Pisano; Colombo, Dzemaili (6’ st. Saumel), Barone, Rubin; Rosina; Bianchi, Stellone (9’ pt. Abate) (a disposizione: Calderoni, Diana, Vailatti, Dellafiore) All. Camolese.
GENOA: Rubinho; Sokratis (1’ st. Jankovic), Ferrari, Bocchetti, Rossi, Motta, Juric, Criscito; Mesto (30’ st. Milanetto), Milito, Olivera (12’ st. Sculli) (a disposizione: Scarpi, D’Alessandro, Modesto, Vanden Borre) All. Gasperini.
Arbitro: Sig. Saccani di Mantova.
Assistenti: Sigg. Copelli e Ayroldi.
Quarto Ufficiale: Sig. Brighi.
Ammoniti: Dzemaili, Colombo, Juric.
Espulsi: Abate al 48’ st.
Recupero: pt. 2’; st. 5’.




 
May 18

Genoa-Chievo 2-2 | SI TORNA IN EUROPA!!!

GENOA - CHIEVO 2-2
34’ Pinzi (C); 58’ Milito (rig), 71’ Olivera (G); 85' Pellissier (C)

26 Maggio 1991: i ragazzi di Osvaldo Bagnoli battono la Juve al Ferraris con un secco 2-0 (gol di Branco e Skuhravy) e conquistano un quarto posto finale che significa Coppa Uefa. 17 Maggio 2009: il Genoa si gioca contro il Chievo il primo “match-ball” per scrivere un’altra pagina di storia rossoblù e guadagnare l’accesso a quella che si chiamerà Europa League. Gasperini si trova costretto a far fronte a diverse assenze pesanti e schiera Marco Rossi in difesa accanto a Ferrari e Bocchetti, con Modesto a sinistra ed il trio Juric-Milanetto-Motta a centrocampo. In avanti spazio a Sculli, Milito e Jankovic. Tra gli ospiti il colombiano Yepes guida il reparto arretrato, mentre Luciano, Rigoni e Marcolini hanno il compito di fare argine in mezzo. Pellissier e Bogdani, infine, compongono l’attacco.

Tagliavento fischia l’inizio e la Nord indica la via ai Grifoni, scandendo “In Europa portaci con te…”. I rossoblù colgono… l’invito e iniziano a macinare gioco. Al 5’ Motta sventaglia per Sculli che, di testa, fa compiere il primo intervento a Sorrentino. All'8’ ancora Motta scambia di prima con Jankovic ed entra in area veronese: Sorrentino, in uscita bassa, anticipa il brasiliano. Al 10’ tocco di prima di Thiago a saltare il pressing clivense, palla a Milito che di un soffio non arriva sulla sfera. Due minuti dopo nuova discesa travolgente del centrocampista carioca, corta respinta della difesa e palla a Juric che conclude di prima: il portiere blocca. Al 15’ si vede il Chievo, con uno scambio Bogdani-Pellissier-Bogdani stoppato in corner dal tackle dell’ottimo Rossi. Al 17’ Milito vede Modesto libero a sinistra: sul cross dell’esterno ancora l’estremo difensore gialloblù sventa il pericolo. Un minuto dopo Marcolini prova la botta da oltre 20 metri: Rubinho neutralizza senza problemi. Al 20’ Jankovic affonda sulla sinistra e centra teso: Sculli, in tuffo, impegna Sorrentino. Al 22’ ci prova Jankovic, ma la sua bomba da fuori area finisce alta a conclusione di una lunga azione tutta di prima. Alla mezzora esatta Sculli crossa bene dalla destra per Jankovic, la cui incornata viene respinta da Sorrentino con un gran riflesso. Un minuto dopo Milito, a due passi dalla porta, mette nel sacco di piatto ma la segnalazione dell'assistente, che vede il Principe in offside, strozza l’urlo in gola al popolo del Ferraris. E dopo tanto Genoa, al 34’, arriva la rete, assolutamente inattesa, del Chievo. Su un’azione di alleggerimento, Luciano centra dalla destra e Pinzi, sotto porta, segna. Il Grifo, però, risponde subito: Jankovic si libera bene in area avversaria un minuto dopo e conclude: un difensore devia in angolo. I rossoblù riprendono a guidare la manovra, cercando l’aggiramento della difesa avversaria. Nel frattempo, al 42’, i veronesi vanno in gol con Pellissier ma Tagliavento annulla per un fallo di mano dell’attaccante di Di Carlo. Al 44’ è poi nuovamente Jankovic a provare la conclusione da fuori area: il tiro, deviato da un difensore, sbatte sull’incrocio e finisce in corner. Ancora una volta la fortuna si dimostra poco amica. C’è poi ancora il tempo per un paio di tentativi infruttuosi da parte dei Gasperson boys e il direttore di gara manda tutti al riposo. Il Genoa disputa una postiva prima frazione, comanda il gioco e crea una manciata di palle gol ma alla fine a segnare è il Chievo, che va all’intervallo in vantaggio.


Alla ripresa del gioco le due squadre si presentano senza variazioni negli schieramenti. E già al 1’ il Grifone si rende pericoloso, con Jankovic che crossa dalla sinistra e Milanetto che, in area, non riesce nella deviazione sotto porta. Si muovono bene fin da subito Motta e compagni, ma c’è anche da stare attenti ai veronesi, pericolosissimi quando contrattaccano in velocità. Al 7’ lunga azione di aggiramento genoana, traversone di Jankovic e testata di Rossi: fuori di poco. Gasperini gioca allora il primo cambio e al 8’ inserisce Vanden Borre per Modesto. Proprio il neo entrato parte sulla destra (Juric è nel frattempo passato a sinistra) e serve Milito, che si gira e conclude: Sorrentino para. Al 12’ ancora Vanden Borre va via sulla fascia e tocca per Milito che, dentro l’area avversaria, viene messo giù da un difensore: Tagliavento indica il dischetto. Va lo stesso Principe che con freddezza insacca. Pareggio raggiunto e Vecchio Balordo che riparte a mille. Su un cross teso Sculli si avventa di testa per il tap-in ma viene anticipato da un avversario: Peppe rimane a terra stordito per una botta alla testa, ma l’intervento dei sanitari rimette in piedi l’attaccante. Al 19’ Gasperini preferisce richiamare in panchina il numero 14 per inserire Olivera. Al 23’ grande anticipo di Bocchetti sulla trequarti, la palla va a Motta che viene atterrato qualche metro fuori dell’area veronese. Alla battuta va Olivera, la cui traiettoria morbida non lascia scampo a Sorrentino e va ad infilarsi nella porta: Genoa in vantaggio e risultato ribaltato, per la gioia del Ferraris che torna a far salire alto il proprio urlo. Abbozza allora una reazione il Chievo, con Luciano che va via sul fondo al 29’ e centra per Mandelli che, da posizione angolata, conclude abbondantemente fuori. Ma i rossoblù non si chiudono ed anzi cercano di tenere alto il baricentro del gioco. Così al 30’ uno scambio Vanden Borre-Milito-Vanden Borre proietta il belga a tu per tu con Sorrentino, bravo a bloccare a terra. Poi è ancora la squadra di Di Carlo a salire, con Luciano che di testa, su centro di Pellissier, impegna Rubinho. Ancora Rubi, un minuto dopo, respinge di pugno un cross da corner e Langella, entrato da alcuni minuti, prova la girata da fuori area: palla alta. Al 37’ vanno via bene in contropiede Motta e Juric, ma l’apertura di quest’ultimo per Milito è fuori misura. Il caldo comincia a farsi sentire soprattutto per Rossi & C., che hanno speso molto nella rincorsa, ed al 39’ arriva il pari clivense. Su un corner dalla destra Pellissier stacca con tempismo e mette alle spalle di Rubinho. Il Grifo prova a tirare fuori le ultime energie ed uno scambio Milito-Jankovic porta il serbo a due passi da Sorrentino, ancora una volta pronto all’intervento. Nei 4’ di recupero concessi da Tagliavento c’è poi spazio per l’esordio di serie A di Andrea Signorini, nella commozione che si taglia con il coltello. Un paio di giri di lancetta e il triplice fischio del direttore di gara sancisce la fine. La festa rossoblù può così cominciare. I Grifoni si raccolgono a centrocampo e corrono a salutare le due gradinate. “In Europa portaci con te…” ribadisce la Nord. La storia è scritta. Diciasette anni dopo le ultime gesta di Aguilera e Skuhravy, il Grifone torna in Europa!!!

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GENOA: Rubinho; Rossi, Ferrari, Bocchetti, Modesto (8’ st. Vanden Borre); Juric, Milanetto, Thiago Motta; Sculli (19’ st. Olivera), Milito, Jankovic (47’ st. A. Signorini) (a disposizione: Lamanna, D’Alessandro, Parfait, Lazarevic), All. Gasperini
CHIEVO: Sorrentino; Frey, Mandelli, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini (36’ st. Esposito); Pinzi (20’ st. Bentivoglio); Pellissier, Bogdani (27’ st. Langella) (a disposizione: Squizzi, Sardo, Moro, Kerlon), All. Di Carlo.
Arbitro: Sig. Tagliavento di Terni.
Assistenti: Sigg. Stefani e Faverani.
Quarto Ufficiale: Sig. Pierpaoli.
Ammoniti:Motta, Mandelli, Ferrari.
Espulsi: nessuno.
Recupero: pt. 1’; st. 4’.
Spettatori: 22.856 abbonati e 2152 paganti.



 

May 11

Genoa-Atalanta 1-1

ATALANTA - GENOA 1-1
9' Valdes (A); 90' Criscito (G)
 

Dopo il pieno di entusiasmo e punti in occasione del derby con la Samp, il Genoa riprende la propria corsa in vista della fase finale del campionato. Prima tappa: Bergamo. Ad attendere gli uomini di Gasperini c’è una compagine che, conquistata una posizione tranquilla in classifica, ha dimostrato nelle ultime giornate di voler onorare fino in fondo il proprio torneo, profondendo il massimo impegno in tutte le gare ancora da disputare. Il Grifone si presenta in Lombardia con il trio difensivo under 23 Sokratis-Bocchetti-Criscito e con la coppia Mesto-Modesto a presidiare le fasce. Milanetto prende il posto di Motta in cabina di regia, mentre in avanti è confermato il tridente Sculli-Milito-Palladino. Dalla parte opposta Del Neri sostituisce lo squalificato Doni con Valdes, piazzato accanto al bomber Floccari. In mezzo al campo Guarente e Parravicini si occupano della costruzione della manovra, mentre in difesa Peluso sostituisce Bellini.

L’inizio dei rossoblù è piuttosto prudente, anche perché i padroni di casa premono sull’acceleratore nel tentativo di fare la partita. Ed al 8’ arriva il vantaggio atalantino. Floccari gioca bene la palla per Padoin sulla sinistra, da quest’ultimo la sfera viaggia verso il centro area dove Valdes, in scivolata, insacca senza che alcun difensore riesca ad intervenire. Retroguardia un po’ distratta nell’occasione e rossoblù costretti a inseguire fin da subito. Passano però solo 5’ e i ragazzi del Gasp vanno vicini al pareggio. Juric e Milito scambiano bene al limite dell’area avversaria, il Principe trova lo spazio per concludere e Manfredini, nel tentativo di anticiparlo, obbliga Consigli ad una difficile parata. Cerca poi la via del gol Bocchetti, la cui punizione dal limite dell’area si perde però sul fondo. Abbozza dunque una reazione il Genoa, anche se il gran pressing attuato da Guarente e soci crea parecchi problemi ai Grifoni in fase di costruzione della manovra. Al 26’ Palladino va via bene sulla destra e centra rasoterra: gli avanti genoani non ci arrivano di un soffio. Subito dopo è Milito a provare la conclusione dal limite: il tiro viene rimpallato da un difensore. Replica al 30’ l’Atalanta, con una punizione dal limite di Guarente che sibila vicino al palo alla sinistra di Rubinho. E proprio Rubinho, al 35’, compie un autentico miracolo, chiudendo la porta in faccia a Floccari liberato alle spalle della linea difensiva. Provano quindi a chiudere in avanti la frazione Palladino & C., ma un po’ il caldo e un po’ la grande condizione fisica messa in mostra dai padroni di casa stoppano ogni tentativo. Nonostante questo al 44’ Milito ha l’occasione d’oro per riacciuffare il pareggio. Ricevuta palla in profondità, il Principe si difende dall’attacco di Capelli e conclude in porta: il tiro, smorzato da un difensore, viene “smanacciato” in qualche modo da Consigli e l’azione sfuma. Il risultato non cambia, le squadre vanno al riposo con i nerazzurri in vantaggio per 1-0.


Alla ripresa del gioco il Genoa si presenta con Rossi e Jankovic al posto di Mesto e Milanetto. Il centrocampista massese si piazza inizialmente sulla destra, mentre l’ex-palermitano si allarga dalla parte opposta ma in posizione più avanzata. E l’inizio del Grifo è decisamente confortante: la sfera viaggia più veloce ed anche i movimenti senza palla sono più puntuali. Gli atalantini, per contro, pur mantenendo alto il livello di attenzione, sembrano accusare un po’ il grande sforzo prodotto nel primo tempo. Modesto e Jankovic sulla sinistra e Rossi, Palladino e Sokratis sulla destra iniziano a costruire una serie di azioni che portano a cross sui quali i difensori di casa intervengono spesso con affanno. Al 17’ Juric ruba palla sulla trequarti e serve profondo Sculli: la bandierina del signor Tonolini ferma Peppe in fuorigioco. Al 21’ uno scambio Milito-Rossi obbliga Peluso al salvataggio in corner. Sul tiro dalla bandierina la difesa di casa libera. Al 28’ l’Atalanta rimane in dieci. Guarente commette un fallo da “giallo” a centrocampo, Rosetti lascia proseguire e prepara il cartellino per la prima interruzione. Sul prosieguo dell’azione ancora Guarente interviene deciso su Juric ed allora il direttore di gara estrae il doppio cartellino e manda il centrocampista alla doccia anticipata. Subito dopo il Genoa batte una punizione dalla destra, sulla palla si avventa Jankovic che di destro mette di poco a lato. Al 32’ Gasperini è costretto a sostituire Juric, dolorante dopo il fallo di Guarente, con Vanden Borre. Al 36’ Floccari fugge verso Rubinho ma Rossi e Criscito sono bravi a bloccare le intenzioni dell’attaccante. Poi è ancora tanto Genoa, che chiude spesso gli uomini di Del Neri nella propria area ma non riesce a trovare il tocco risolutivo. Jankovic, in particolare, ingaggia una serie di duelli in velocità sulla destra con Peluso, ma il difensore riesce in qualche modo a rintuzzare gli assalti dell’attaccante serbo. Al 43’ arriverebbe anche il gol su uno scambio Vanden Borre-Jankovic-Milito, ma la segnalazione dell'assistente vanifica il tocco finale del bomber. La partita sembra stregata per il Grifone, ma al 45’ l’incantesimo si spezza. Su un cross dalla destra Milito prova la mezza girata, la palla arriva a Criscito che, appostato vicino al palo, insacca. Pari raggiunto proprio allo scadere, con i 3’ di recupero concessi da Rosetti che si preannunciano caldi soprattutto per l’Atalanta, rimasta in nove uomini dopo l’uscita per infortunio di Floccari a cambi ormai esauriti per Del Neri. Ed il Genoa prova con le ultime forze rimaste a trovare la zampata che porterebbe tre punti e consentirebbe di mantenere il passo della Fiorentina, nel frattempo vittoriosa a Catania. Il tempo a disposizione è troppo esiguo e la sfida si chiude sull’1-1. Il Genoa torna ad annusare molto da vicino il profumo di Europa, che manca dalla stagione 1991/92. Ci vuole ancora solo un punticino per il matematico ritorno. E il primo matchball è previsto domenica, quando al Ferraris arriverà un Chievo anch'esso bisognoso di punti. Le bandiere fuori dai balconi sono pronte, il Vecchio Balordo invita tutti alla festa.

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ATALANTA: Consigli; Garics, Capelli (21’ st. Pellegrino), Manfredini, Peluso; Defendi (9’ st. Cerci), Parravicini (5’ st. De Ascentis), Guarente, Padoin; Valdes, Floccari (a disposizione: Colombi, Cigarini, Zaza, Plasmati) All. Del Neri.
GENOA: Rubinho; Sokratis, Bocchetti, Criscito; Mesto (1’ st. Rossi), Milanetto (1’ st. Jankovic), Juric (32’ st. Vanden Borre), Modesto; Sculli, Milito, Palladino (a disposizione: Lamanna, D’Alessandro, Romero, Costantini) All. Gasperini.
Arbitro: Sig. Rosetti di Torino.
Assistenti: Sigg. Tonolini e Carrer.
Quarto Ufficiale: Sig. Candussio.
Ammoniti: Criscito, Sokratis, Mesto, Padoin.
Espulsi: Guarente al 28’st.
Recupero: pt. 1’; st. 3’.


  
 
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