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SERIE A 2007/2008
Gli altri tifosi del Grifone su Windows Live Spaces

FORZA GENOA 86

il mio blog sul Grifone
July 18

In attesa del nuovo campionato...

Tutti i goal della Stagione 2007/2008
 
 

 


July 05

13 agosto: arriva l'AZ Alkmaar

Trofeo Spagnolo: il 13 agosto contro l'AZ Alkmaar
 
Un nome di prestigio, per giunta internazionale, per il Trofeo Spagnolo.
 
La squadra che contenderà al Genoa la tredicesima edizione del torneo sarà infatti l’AZ (Alkmaar Zaanstreek). Tra varie opzioni, dunque, la scelta è caduta sul club olandese allenato da Louis van Gaal, avvezzo al palcoscenico europeo (nella sua storia una finale Uefa). In campo nazionale,  un titolo vinto e tre coppe d’Olanda. In passato al Troefo Spagnolo avevano preso parte altri team stranieri, ma la consuetudine era andata perdendosi con il passare degli anni. Nel 1995 il Nottingham Forest, nel 1996 lo Sporting Lisbona, nel 2001 il Werder Brema. Mai una squadra estera, però, è riuscita a iscrivere il proprio nome - almeno sinora - nell’albo d’oro dello ‘Spagnolo’.
 
La partita verrà giocata allo Stadio Luigi Ferraris, Genova, il 13 agosto con inizio alle ore 21.
 
Genoacfc.it

Palladino: "Orgoglioso di essere qui"
 
Dagli Amici di Mugnano, la prima società, alla nazionale maggiore. Quella che Raffaele Palladino vuole riconquistare grazie alla classe e ai gol d’autore.
 
Nei piedi, del resto, ha la precisione di un giocatore di biliardo e nel cervello le geometrie che possono far quadrare i conti. In attesa di dare la prima intervista ‘genovese’ (“Per rispetto preferisco non fare figli e figliastri, presentarmi a tutti e parlare in una conferenza stampa collettiva. Grazie, comunque, per le richieste”) affida al sito ufficiale le prime impressioni. Da neogenoano: “Sono felice e orgoglioso di venire al Genoa. Una società ambiziosa e ricca di prestigio. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente Preziosi, Fabrizio (Preziosi jr, ndr) e Gasperini che mi hanno fortissimamente voluto e me lo hanno dimostrato con tanta stima e fiducia. Voglio, con tutto il cuore, ripagare la società. Il mio obiettivo è di fare bene con il Genoa e tornare in nazionale. L’anno scorso ho giocato a Marassi da avversario, ho avuto modo di apprezzare il calore dei genoani. Un sostegno incredibile, una gradinata emozionante. Ai tifosi va il mio affettuoso saluto, ma presto avremo modo di conoscerci”.
 
Genoacfc.it

 
Mesto passa al Genoa
 
Il Genoa Cfc ha completato l’iter procedurale per l’acquisto, in regime di compartecipazione, dell’esterno destro Giandomenico Mesto. Contestualmente alla trattativa con la Reggina Calcio, la società ha raggiunto un accordo, su base pluriennale, per il contratto del calciatore. Mesto si è già sottoposto, con esito soddisfacente, alle visite mediche.

Nato a Monopoli il 25 maggio 1982, Mesto esordisce a 17 anni, in serie B, tra le fila della Reggina. Dopo esperienze a Cremona e Fermo, torna in amaranto per una stagione da protagonista, tanto da guadagnarsi la nazionale maggiore (3 presenze). La carriera azzurra lo vede campione europeo con l’Under 21 nel 2004. Colleziona una medaglia di bronzo ai Giochi di Atene e viene nominato cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Lunga la trafila nelle nazionali giovanili a partire dall’Under 15. Nell’ultima stagione, Mesto ha vestito la maglia dell’Udinese (28 presenze e 3 reti).
July 02

punto sul mercato

Il punto sul mercato
 
Continuano le manovre di rafforzamento del club rossoblu', che in questa sessione cerca prevalentemente di migliorare la qualità tecnica complessiva con giocatori giovani o comunque al culmine della propria maturazione calcistica. Il calciatore più “anziano” tesserato dal Genoa è l’ex palermitano Biava, 31 anni, e si tratta di un’eccezione derivante dalla trattativa che ha riportato Bovo in Sicilia (ai liguri il centrale lombardo e un conguaglio di circa quattro milioni). Il giocatore più giovane approdato sinora  alla corte di Gasperini è Di Gennaro, trequartista scuola Milan l’ultima stagione a Bologna, ventenne rampante.
 
L’ex bolognese troverà nel suo reparto Gasbarroni e Palladino, oltre a Figueroa e Sculli – confermati e quasi veterani, essendo tra i pochi  già presenti nella rosa del Genoa in Serie B – e probabilmente Ruben Olivera, uruguaiano  ventiquattrenne cresciuto nel vivaio juventino con Gasperini. L’attaccante sudamericano è stato spesso impiegato come punta esterna nelle sue poco fortunate esperienze italiane, ma il tecnico di Grugliasco è sicuro di poterlo utilizzare al meglio in veste di centravanti.
 
Le manovre in attacco però potrebbero non essere finite: si continua a parlare con insistenza di Rolando Bianchi, che in Inghilterra vedono già con la maglia rossoblu' addosso. Molto dipenderà dalle intenzioni del nuovo tecnico del Manchester City, Mark Hughes: se prevarrà lo scetticismo nei confronti dell’ariete lombardo, questi verrà ceduto, quasi certamente ad un club italiano. E’ molto più probabile, comunque, che l’attuale assetto offensivo dei liguri – con l’aggiunta di Olivera – sia quello che affronterà il prossimo campionato.
 
Ancora in evoluzione, invece, il mercato relativo alla difesa. Assieme all’esperto Biava sono arrivati i giovani Potenza e Bocchetti, mentre è stato confermato il prestito di Criscito dalla Juventus. In partenza De Rosa, Santos e forse Lucarelli (richiesto dal Parma), il team ligure vorrebbe innestare un centrale in grado di garantire la necessaria esperienza. Si parla del ventinovenne Dainelli della Fiorentina, che potrebbe rientrare in uno strano balletto: il Genoa infatti mollerebbe la presa sul napoletano Domizzi, corteggiato da almeno un mese, che andrebbe a Firenze in cambio del senegalese Papa Waigo, confermato in viola poco tempo fa. Quest’operazione libererebbe Dainelli, che ha già espresso il suo gradimento verso il Genoa. Trattandosi di un’operazione complessa che coinvolge molti elementi, ci vorrà ancora tempo per definirla, ma nessuno pare avere fretta.
 
Sistemate le fasce con Mesto e Modesto, protagonisti della Reggina miracolo di due stagioni fa, il centrocampo dovrebbe essersi delineato in maniera pressoché definitiva. Confermati Juric e Milanetto, riscattati Paro e Vanden Borre, resta da definire il ruolo di vice-Modesto per la fascia sinistra. Con Fabiano in partenza per Reggio Calabria, resta in rosa l’esterno Danilo, che però il Genoa non ha ancora riscattato. Dovesse andare via, ci sarebbe un “buco” da coprire; si parla del parmense Morrone, un jolly di centrocampo che può fare sia il mediano che l’esterno mancino, ma probabilmente si virerebbe su altre ipotesi.
 
Goal.com
 
June 23

Spagna-Italia 4-2 dcr

SPAGNA - ITALIA 4-2 dcr

VS

 
A Vienna Azzurri e Furie Rosse si giocano l’accesso alla semifinale contro la sorprendente Russia di Guus Hiddink. Lo splendido impianto dell’Ernst Happel accoglie due squadre ambiziose che puntano ad arrivare fino in fondo. Donadoni è costretto a far fronte alle squalifiche di Pirlo e Gattuso scegliendo di puntare su Aquilani e Ambrosini. In attacco c’è Antonio Cassano, libero di svariare dietro all’unica punta Luca Toni. Aragonés ripropone la formazione tipo tenuta a riposo contro la Grecia, con Iniesta e Marcos Senna preferiti ancora a Cesc Fábregas e Xabi Alonso. Arbitra il tedesco Fandel.
 
Le prime fasi sono di studio. L’Italia tiene bene il campo ma lascia l’iniziativa alla Spagna, che mantiene il possesso di palla senza accelerare troppo i ritmi. Una punizione dalla tre quarti di De Rossi e un tiro deviato di David Silva non costituiscono un vero banco di prova per i due portieri. Cassano entra subito in partita e il centrocampo azzurro, per l’occasione in completo bianco, mantiene bene le distanze tra i reparti. Al 15’ Ambrosini è chiamato per due volte a chiudere in area di rigore; interviene pulito su Fernando Torres ma Fandel lo grazia quando aggancia la caviglia di David Villa. Sballate le conclusioni dalla distanza del “Niño” e del “Guaje”, all’anagrafe Torres e Villa, che provano a sorprendere Buffon dalla lunga distanza. Ambrosini si rende pericoloso sulla fascia sinistra: al 19’ un suo cross permette a Perrotta di colpire di testa, ma Casillas abbranca senza problemi. Un fallo di De Rossi su Villa permette all’attaccante del Valencia di portarsi alla battuta dalla lunetta: Buffon è attento e si distende a terra, neutralizzando la conclusione, bene angolata sul suo palo.
 
Cassano e Toni lottano su tutti i palloni ma la difesa iberica è attenta e non concede nulla. Ambrosini si aggiunge a Iniesta nell’elenco degli ammoniti, mentre il vivace David Silva prova a sorprendere Buffon con un sinistro radente da fuori area, parato a terra. La Spagna controlla il gioco e continua a spingere con i centrocampisti che ci provano un po’ da tutte le posizioni. Al 36’ break azzurro con Cassano che s’invola sulla sinistra e crossa al centro per Toni, che incorna addosso a Marchena da ottima posizione. Un minuto dopo Torres si beve Zambrotta con una finta e prova il destro, respinto dalla difesa azzurra; raccoglie Silva che prova ancora il sinistro basso, fuori di un niente. Al 41’ altro episodio dubbio quando Grosso prende in pieno il piede di Silva proprio al vertice dell’area; la panchina spagnola protesta per la decisione di Fandel che lascia correre. Nel finale di tempo ci prova anche Iniesta, con un tiro impreciso dopo un pregevole triangolo con Villa. Le trame lente ma elaborate delle Furie Rosse irretiscono i nostri, sempre attenti ma in difficoltà nelle frequenti situazioni di uno contro uno.
La ripresa si apre senza cambi. Silva ha un’occasione da gol dopo pochi minuti quando un fortuito rimpallo su De Rossi gli permette di controllare in piena area: Chiellini è bravo a chiudere in scivolata. Toni si fa pescare in fuorigioco su un bel traversone di Grosso mentre Cassano inizia a commettere qualche errore maldestro. Al 55’ Torres scarta Panucci sulla sinistra ma non supera l’opposizione attenta di Chiellini, bravo anche in seguito su cross di Capdevila. Buffon respinge di pugno un angolo di Xavi, Silva non inquadra lo specchio. Al 58’ Donadoni avvicenda l’operoso Perrotta con Camoranesi; Aragonés risponde con due cambi, Santi Cazorla per Iniesta e Cesc Fábregas per Xavi Hernández. Al 61’ mischia furibonda e occasione d’oro per l’Italia: tocco morbido di De Rossi, sponda di Camoranesi, campanile di Toni che anticipa Casillas e fa da torre per Camoranesi: il riflesso del portiere del Real Madrid è decisivo per respingere di piede il destro a botta sicura dell’italo-argentino. Il destro al volo di Aquilani e il colpo di testa di Toni su cross di Zambrotta non trovano lo specchio della porta ma evidenziano il buon momento degli azzurri, cresciuti nella fase centrale del secondo tempo.

 
Una punizione di Villa viene deviata in corner dalla barriera; un suo scivolone in area viene punito con l’ammonizione per simulazione da Fandel; quindi è Sergio Ramos a provarci dalla distanza e in acrobazia senza molta fortuna. Donadoni sostituisce Cassano con Totò Di Natale: più che sufficiente la prova del barese. La Spagna prende coraggio e Fernando Torres permette ai suoi di alzare il baricentro. Buffon è chiamato alla respinta sulla punizione insidiosa di Marcos Senna, quindi si fa sorprendere da un suo destro basso e violento dai venticinque metri all’81’. La palla sfugge all’estremo azzurro che la recupera con la complicità del palo. Poco dopo Toni tenta l’acrobazia togliendo a Grosso l’opportunità di battere a rete su cross di Di Natale. Aragonés si gioca l’ultimo cambio, buttando nella mischia Dani Güiza per Fernando Torres: il nuovo entrato controlla subito con le mani vanificando un bel cross di Villa. Proprio in chiusura di tempo Zambrotta rinviene bene su Villa, lasciato libero di agganciare in area di rigore. Si va ai supplementari.
 
Al 93’ le Furie Rosse gridano al gol. Villa crossa al bacio per Güiza che fa da torre per il destro di Fábregas; sulla ribattuta è ancora Silva a provarci con un sinistro potente che sfiora la base del palo. L’Italia risponde prima con Toni, anticipato da Marchena su cross millimetrico di Grosso, e poi con Di Natale che di testa chiama Casillas alla deviazione decisiva su azione d’angolo. Altro corner, altra occasione: Luca Toni si avvita ma il pallone scavalca l’incrocio dei pali. La Spagna è ancora pericolosa quando Cesc Fábregas non riesce a calciare su invito da terra di Dani Güiza, che ci riprova cinque minuti più tardi senza centrare la porta. Il secondo tempo supplementare si apre con l’ultimo cambio di Donadoni: entra Del Piero per Aquilani. Al 110’ Villa si ritrova sul destro un gran pallone filtrante di Silva ma Buffon chiude tutto in uscita. Successivamente è Chiellini a chiudere ancora su Cazorla. Le ultime battute sono combattutissime: gli azzurri ci provano senza fortuna proprio con Del Piero e Di Natale dalla distanza. Un destro a giro di Dani Güiza non trova la porta. Al 120’ Santi Cazorla lasciato libero sulla sinistra fallisce l’ultima conclusione di un’autentica partita a scacchi. Si va ai rigori.
Il primo a portarsi sul dischetto è Villa: gol, spiazzato Buffon. Freddissimo anche Grosso che infila Casillas spalancando il piatto. Per la Spagna segna anche Cazorla che spiazza Buffon. Tocca a De Rossi: il suo destro è angolato ma Casillas para in tuffo. Per la Spagna va a segno anche Marcos Senna, con un piatto destro centrale. Camoranesi insacca calciando alla perfezione. Dani Güiza si fa ipnotizzare da Buffon. Di Natale non ne approfitta, Casillas è un gatto e para ancora distendendosi sulla propria sinistra. Il match point capita sui piedi di Cesc Fábregas che davanti alla curva spagnola non può fallire.
Buffon è spiazzato ancora e per gli azzurri l’avventura è finita. I rigori sono ancora fatali agli azzurri.

SPAGNA (4-4-2): Casillas 8,5 – Sergio Ramos 7 – Marchena 7 – Puyol 7 – Capdevila 6 – Iniesta 6 (59’ Santi Cazorla 5,5) – Marcos Senna 7,5 – Xavi Hernández 6 (60’ Cesc Fábregas 6) – Silva 6,5 – Villa 6,5 – Fernando Torres 6,5 (85’ Dani Güiza 5,5). All. Luis Aragonés 7
 
ITALIA (4-4-1-1): Buffon 7,5 – Zambrotta 6,5 – Panucci 6,5 – Chiellini 7,5 – Grosso 6,5 – De Rossi 5,5 – Ambrosini 5,5 – Perrotta 6 (58’ Camoranesi 6,5) – Aquilani 5,5 (108’ Del Piero sv) – Cassano 6 (74’ Di Natale 5,5) – Toni 5,5. All. Roberto Donadoni 6
 
Arbitro: Herbert Fandel (Germania) 5,5
 
Ammoniti: Iniesta, Ambrosini, David Villa, Santi Cazorla

Francia-Italia 0-2

FRANCIA - ITALIA 0-2
25' Pirlo (rig), 62' De Rossi

VS

 
17 giugno 2008 – A volte i miracoli riescono. A volte non sono così lontani come sembrano. A volte un piccolo sentiero può trasformarsi in autostrada.
 
La Nazionale azzurra batte i vice-campioni del mondo francesi per 2 a 0, gol di Pirlo su rigore al 25’ e raddoppio di De Rossi al 62’ su punizione deviata in porta da Henry, deviazione influente perché spiazza Coupet. Sarà Italia – Spagna domenica prossima a Vienna. Per come si era messa, tutto ciò è oro colato.
Italia col 4-3-1-2, fuori Camoranesi e Del Piero, dentro Perrotta e Cassano. Francia costretta a rinunciare a Thuram e Vieira, infortunati.
 
Grande avvio degli Azzurri. Al 4’ Toni inizia la sua sfida personale col gol, sbagliando il bersaglio da ottima posizione. Francia costretta a rinunciare a Ribery, infortunatosi in un contrasto con Zambrotta. L’ala del Bayern Monaco poggia male la caviglia ed è costretto ad uscire, entra Nasri, minuto 9. L’Italia col piglio giusto: Panucci sfiora il gol su incornata da calcio d’angolo al minuto 10, salva Makelele sulla linea a Coupet battuto. Benzema risponde al 15’, ma il suo tiro è strozzato e non dà alcuna preoccupazione a Gigi Buffon. Al 22’, Pirlo per Perrotta che manca l’aggancio decisivo dal limite dell’area, buona occasione. Al 24’, la svolta: Toni, liberato da solo davanti a Coupet, viene steso da dietro da Abidal, in area di rigore. Penalty ed espulsione del difensore francese del Barcellona. Batte Andrea Pirlo, palla a mezza altezza alla destra di Coupet, spiazzato e battuto. Italia in vantaggio al 25’ e Francia in dieci. Domenech rivede subito la squadra, sostituendo il neo-entrato Nasri con l’ex juventino Boumsong. Ma ora c’è solo Italia. Dal 28’ al 34’ quattro grandi occasioni per il raddoppio azzurro: al 28’ Perrotta, palla indietro per De Rossi che prova il tiro dal limite, tiro alto da ottima posizione. Al 29’, Toni si avvita su un assist di Cassano proveniente dalla destra, palla fuori di pochissimo, gran gesto del centravanti capocannoniere della Bundesliga. Al 30’ grande azione Cassano – Pirlo, palla per Toni che non aggancia di sinistro da invitante posizione. Un minuto dopo, ancora un’occasionissima per l’Italia: azione Grosso – Perrotta, ancora Toni manca l’appuntamento col gol. Sfortunato e impreciso Luca Toni, oggi. L’Italia rifiata per un quarto d’ora, ma in finale di tempo costruisce l’ennesima occasionissima per il raddoppio: palo di Grosso su punizione dai 28 metri, palla che rimbalza sui piedi di Perrotta che viene fermato, con metodi non da educanda, da un difensore francese. Il romanista rimane a terra infortunato ma la squadra di Domenech continua a giocare e Pirlo interviene fallosamente su Benzema, lanciato sulla trequarti azzurra. Ammonizione e squalifica per la prossima, eventuale partita. Finisce la prima frazione, strameritato vantaggio per l’Italia, striminzito nella misura. Francia costretta all’inferiorità numerica.


 
Avvio di ripresa, Cassano si muove molto, guadagna molti falli e procura diverse ammonizioni. Giallo a Govou per un fallo sul barese al 47’. Al 50’, Benzema ha l’occasione di riportare i suoi sul giusto binario, ma il pallone vola alto su rinvio sporco di Zambrotta. Al 54’ pesantemente ammonito anche Gattuso per un fallo su Makelele (migliore dei suoi), salterà anche lui l’eventuale quarto di finale. Al 55’ un boato dagli spalti, settore azzurro: l’Olanda (in formazione ricca di riserve) passa in vantaggio, gol di Huntelaar, gioiello dell’Ajax. Il cielo ora è più sereno, gli spettri rumeni lentamente evaporano come avessero visto le prime luci dell’alba. Pirlo lascia il campo ad Ambrosini, Cassano prova l’assist per Toni, lungo di pochissimo. Al 62’ punizione per l’Italia da 35-40 metri. Sulla palla Daniele De Rossi. Prova il tiro in porta, palla che tocca Henry in barriera, deviazione che spiazza Coupet e palla in rete, raddoppio azzurro! L’Italia controlla la partita col doppio vantaggio, deve solo attendere buone notizie dallo stadio di Berna. Fatica la Francia in dieci, ma ci mette comunque l’anima per raddrizzare una partita incanalatasi sui binari sbagliati. Al 74’ ancora Benzema, stella del Lione, costringe Gigi Buffon a sfoderare tutta la sua classe per deviare – con la punta delle dita – uno straordinario tiro a girare, scagliato dal limite dell’area. Per la Francia non ce n’è più, i centrocampisti azzurri – De Rossi assoluto dominatore su tutti – controllano agevolmente la palla a metà campo e, anzi, sprecano molto con l’ultimo passaggio. A tre minuti dalla fine giunge la tanto sperata notizia da Berna: l’Olanda raddoppia con Van Persie, Romania eliminata e Italia che raggiunge la squadra di Van Basten ai quarti di finale. Finisce 2-0 per gli Azzurri, vittoria insperata ma ottenuta col cuore e con una prestazione umile ma tecnicamente a grandi livelli. Resta solo il rammarico per aver sprecato tante occasioni, specie con Toni sottoporta. La Francia ritorna amaramente a casa, Domenech non ha saputo trovare le giuste soluzioni per ripetere lo straordinario percorso di Germania 2008. Si sente molto la mancanza di Zidane, ma, si sa, certi campioni nascono una volta ogni 30-40 anni. Ai francesi rimane solo la speranza di un buon gruppo da valorizzare, con delle individualità di spicco (vedi Nasri e Benzema) che potranno regalare future soddisfazioni ai transalpini.
Ma pensiamo agli Azzurri e alla Spagna che ci attende domenica prossima a Vienna. Brutto cliente, ma il cuore azzurro non ha mai fine.

FRANCIA: 4-4-2: Coupet - Clerc, Gallas, Abidal, Evra – Govou (65’ Anelka), Toulalan, Makelele, Ribéry (9’ Nasri, 26’ Boumsong) - Benzema, Henry. CT. Domenech
 
ITALIA: 4-3-1-2: Buffon - Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso – Gattuso (82’ Aquilani), De Rossi, Pirlo (55’ Ambrosini) - Perrotta (64’ Camoranesi) - Cassano, Toni. CT. Donadoni
 
Arbitro: Luboš Michĕl (SVK)

Ammoniti: Evra, Pirlo, Chiellini, Govou, Gattuso, Boumsong, Henry
Espulsi: 24’ Abidal
Recuperi: 3’ e 3’

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